Rientra nel diritto di critica la mail inviata dal dipendente, cardiochirurgo straniero, al primario e per conoscenza ai colleghi per denunciare l’emarginazione a cui lo ha costretto il responsabile del reparto dal suo arrivo. È quanto stabilisce la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 3627/2025.
Nel caso in questione, la sola frase contenuta nel messaggio “per favore tolga il ginocchio dal mio collo”, che richiama la morte di George Floyd a seguito di un arresto negli Stati Uniti nel maggio 2020, va valutata come un’espressione dello stato d’animo del dipendente, per quanto forte, e della sue rivendicazioni, non come accusa di razzismo. La critica, sottolineano i giudici, è dissenso anche aspro.