Convegno AGI 2022: una riflessione sulle sfide del lavoro in mondo sempre più globalizzato

17 settembre 2022

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Convegno AGI 2022: una riflessione sulle sfide del lavoro in mondo sempre più globalizzato

Si è conclusa anche la seconda giornata di lavori del Convegno nazionale AGI 2022, in programma al Trieste Convention Center.


Ad aprire la giornata è stata Tatiana Biagioni, presidente AGI, che, salutando la platea, ha sottolineato come il titolo dell’evento “Il lavoro e l’impresa nell’Italia che riparte” non vuole essere solo un auspicio dopo l’emergenza sanitaria e le sue conseguenze, ma piuttosto un invito a riflettere sul futuro del Paese, delle lavoratrici, dei lavoratori e delle imprese. 


Dopo aver ricordato il prestigioso riconoscimento attribuito al Convegno dal Presidente della Repubblica, la medaglia di Rappresentanza del Capo dello Stato dedicata a eventi di rilevante interesse istituzionale, culturale e sociale, Tatiana Biagioni ha aggiunto: “A più di un secolo dall’istituzione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, gli eventi internazionali hanno reso necessaria una rinnovata visione globale del diritto del lavoro, avviando una riflessione organica e strutturata su temi quali circolazione dell’impresa, delocalizzazione della produzione, dematerializzazione e automazione della prestazione lavorativa”. 

 

Il Convegno AGI è un momento quindi “per costruire il diritto del lavoro della ‘ripartenza’, affrontando il tema con l’approccio interdisciplinare che caratterizza la nostra associazione di professionisti impegnati in ambito datoriale e pro-labour”.   

 

Hanno quindi preso la parola Luciana Criaco, presidente AGI Friuli-Venezia Giulia, e gli ospiti istituzionali: Alessia Rosolen, assessora regionale al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia; Roberto Dipiazza, sindaco di Trieste; Alessandro Cuccagna, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Trieste; Arturo Picciotto, presidente facente funzioni del Tribunale di Trieste; Marina Caparelli, presidente della II sezione Civile Corte d’Appello di Trieste.  

 

Durante l’incontro si è posta l’attenzione sulla vicenda Wartsila, l’azienda finlandese che ha deciso di riportare in Finlandia la propria produzione, con conseguenti ricadute sul tessuto economico del territorio: “Le decisioni di alcune multinazionali di chiudere in modo improvviso le filiali produttive in Italia attuando procedure di licenziamento collettivo hanno messo in luce le criticità della normativa sulla delocalizzazione”, ha dichiarato Luciana Criaco. “Una vicenda che induce a meditare sulla fragilità del diritto del lavoro e delle tutele che esso ha apprestato fino a oggi in un mondo sempre più globalizzato”.   

 

Del caso Wartsila hanno parlato anche il sindaco Roberto Dipiazza e l’assessora Alessia Rosolen. Entrambi hanno auspicato che la politica intervenga sul tema delle delocalizzazioni, e in generale sul tema del diritto del lavoro e di impresa costruendo un quadro complessivo a tutela, sostegno e difesa delle realtà produttive, delle lavoratrici e dei lavoratori. 

 

A concludere la prima parte della mattinata due relazioni scientifiche: ‘Trasferimento e circolazione delle imprese’ dell’avvocato giuslavorista Filippo Aiello, e ‘Organizzazione delle imprese e ruolo del sindacato’ dell’avvocata Giovanna Pacchiani Parravicini, professoressa associata di Diritto del Lavoro all’Università di Torino e presidente AGI Piemonte Valle D’Aosta.  

 

"Le operazioni di trasferimento di attività economiche organizzate hanno un ruolo decisivo nella ripartenza della nostra economia”, ha rimarcato l’avvocato Aiello nella sua relazione. “in questo quadro emerge come il legislatore abbia indicato con molta chiarezza il trasferimento d’impresa come strumento per governare la crisi economica”. In quest’ottica, “le norme dovranno essere lette alla luce dell’unica ratio che le sostiene: il mantenimento dei posti di lavoro”.  

 

La professoressa e avvocata Parravicini ha invece evidenziato, in merito alla funzione delle organizzazioni sindacali, come “non sia più appagante la ricostruzione del ruolo del sindacato italiano nell’organizzazione dell’impresa nei termini della cosiddetta ‘partecipazione conflittuale’. Il contesto è maturo per un salto in avanti che spinga questo modello fuori dalla prospettiva meramente conflittuale e verso una partecipazione che si potrebbe definire ‘partecipazione concertativa incentivata’”.


I lavori del mattino si sono così conclusi con una tavola rotonda sul tema principale dell’evento, “Il lavoro e l’impresa nell’Italia che Riparte”, coordinata da Gianpiero Belligoli, vicepresidente AGI. Si sono confrontati sul tema: Pierangelo Albini, direttore Area Lavoro, Welfare e Capitale Umano di Confindustria, Jean Marie del Bo, vicedirettore Il Sole 24 Ore, Peter Gomez, direttore Il Fatto Quotidiano.it, Giulio Romani, segretario confederale CISL, Linda Laura Sabbadini, direttrice Dipartimento Istat, Tania Scacchetti, segretaria confederale CGIL, e Ivana Veronese, segretaria confederale UIL. 

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