La normativa italiana sulle supplenze ATA (personale scolastico amministrativo, tecnico e ausiliario) viola il diritto dell’Unione europea: è quanto stabilisce la Corte di Giustizia dell’Unione europea con la sentenza relativa alla cause C-155/25, del 13 maggio.
I giudici accolgono così il ricorso della Commissione europea contro l’Italia. A finire sotto accusa è la reiterazione dei contratti a tempo determinato senza prevedere:
- limiti alla durata complessiva dei rapporti;
- limiti al numero dei rinnovi;
- ragioni obiettive sufficientemente precise.
Il ricorso continuativo alle supplenze, viene sottolineato, non può essere utilizzato per colmare le esigenze permanenti e durature della scuola pubblica.